Cambiamento
climatico ed emissioni di CO2
Diversi studi europei e internazionali dimostrano i benefici in termini di riduzione delle emissioni climalteranti derivanti dall’impiego di veicoli elettrici (si veda il report “Environmental impacts and impact on the electricity market of a large scale introduction of electric car in Europe” realizzato dall’European Topic Centre on Air and Climate Change[1]).
Ad esempio, lo studio
Euroelectric [EURE 2008] stima che le emissioni di una tipica
macchina elettrica si attestino intorno a
80 g/km
[2]mentre
una macchina media convenzionale emette circa
Anche le analisi effettuate nello studio “Investigation into the Scope for the Transport Sector to Switch to Electric Vehicles and Plugin Hybrid Vehicles” commissionato dal Governo inglese, riportano risultati interessanti.
Nel report sopraccitato
vengono messi a confronto gli impatti in termini di CO2
generati da un veicolo elettrico e da un veicolo
tradizionale alimentato a combustibili (diesel o benzina)
considerando l’intero ciclo di vita del veicolo, corrispondente ad
una distanza pari a
Gli impatti vengono stimati
facendo delle previsioni su tre scenari temporali: 2010, 2020 e
2030. Per calcolare le emissioni derivanti dall’impiego di
veicoli elettrici lo studio tiene conto delle emissioni imputabili
al mix di fonti energetiche utilizzate. Il report utilizza due
modelli per effettuare le previsioni: il primo, più pessimistico
(modello
Lo studio nel costruire gli scenari considera i possibili
miglioramenti tecnologici prevedibili nel futuro, ad esempio sul
fronte dell’efficienza energetica dei veicoli convenzionali.
|
Veicoli prodotti nel 2010 |
||||
|
|
Elettrico |
Veicolo Tradizionale |
||
|
|
Modello 1[4] |
Modello 2[5] |
Benzina |
Diesel |
|
Fattore di
emissione g CO2e/km |
106 |
69 |
172 |
156 |
|
Produzione di
carbonio kg CO2 equivalente lungo tutto il ciclo di vita |
19,161 |
12,384 |
30,916 |
28,012 |
|
Veicoli prodotti nel 2020 |
||||
|
|
Elettrico |
Veicolo Tradizionale |
||
|
|
Modello 1
|
Modello 2 |
Benzina |
Diesel |
|
Fattore di
emissione g CO2e/km |
56 |
56 |
144 |
130 |
|
Produzione di carbonio kg CO2 equivalente lungo tutto il ciclo
di vita |
10,132 |
10,062 |
25,864 |
23,435 |
|
Veicoli prodotti nel 2030 |
||||
|
|
Elettrico |
Veicolo Tradizionale |
||
|
|
Modello 1
|
Modello 2
|
Benzina |
Diesel |
|
Fattore di
emissione g CO2e/km |
41 |
47 |
120 |
109 |
|
Produzione di
carbonio kg CO2 equivalente lungo tutto il ciclo di vita |
7,390 |
8,514 |
21,639 |
19,606 |
Tabella 1. Fonte: “Investigation into the Scope for the Transport
Sector to Switch to Electric Vehicles and Plugin Hybrid Vehicles”
Dalla Tabella 1 si nota quindi che il minor
impatto in termini di CO2 è garantito dai veicoli
elettrici.
In sintesi, analizzando i risultati riportati
dei diversi studi ambientali e tenendo conto delle normative
vigenti, è possibile concludere che:
§
L’impatto in
termini emissivi dei veicoli elettrici dipende dall’intensità
carbonica del mix energetico considerato.
§
Considerando
la media europea di fornitura energetica e tenendo conto dei
possibili scenari di riduzione dell’intensità carbonica
le emissioni
climalteranti potranno essere ridotte del 50%[5].
La crescente decarbonizzazione del settore elettrico
e i
miglioramenti in termini di efficienza energetica degli impianti[6],
le pratiche di cattura e stoccaggio del carbonio, sollecitati anche
da normative europee come ad esempio la Renewable Energy Directive
(RED) (EC, 2009c) o il Pacchetto Clima, potranno sul lungo periodo
contribuire a ridurre ulteriormente le emissioni derivanti dai
veicoli elettrici. A questo proposito si vedano anche le stime
dell’Agenzia Olandese di Valutazione Ambientale e le stime relative
al Regno Unito [ETEC 2007, KING 2007] che confermano quanto
riportato.
La ricarica
dei veicoli inoltre avviene di norma durante il periodo notturno,
ciò permette di utilizzare l’energia nei momenti di morbida e non di
picco.
Nel caso in cui l’elettricità provenga da
impianti di carbone intensivi, premessa che non riguarda il caso
italiano, le emissioni prodotte dai veicoli elettrici stimabili
saranno invece pari o superiori a quelle dei veicoli tradizionali.
Appare quindi necessario adottare un
approccio integrato e mettere in campo
uno sforzo congiunto in
modo da raggiungere gli obiettivi di migliorare l’efficienza
energetica e ridurre le emissioni di CO2. Questo comporta
il coinvolgimento di tutti gli stakeholders:
Possibili spunti di discussione: bisogna considerare che l’impatto dei veicoli elettrici sulla richiesta complessiva di elettricità è modesto nel breve e medio termine: il potenziale di riduzione delle emissioni climalteranti globali dipenderà dal tasso di penetrazione dei veicoli elettrici sul mercato e dalle caratteristiche del mix elettrico e dei veicoli.
Se si ipotizza che tale tasso sia molto altro e comporti quindi l’aggiunta di una significativa domanda di elettricità, le considerazioni da fare saranno più complesse e non potranno basarsi esclusivamente sul calcolo dell’intensità carbonica.
QUALITÀ DELL’ARIA
L’impatto sulla qualità dell’aria
a livello locale rappresenta un punto di forza derivante
dall’impiego di veicoli elettrici.
Infatti le emissioni derivanti dai trasporti sono la principale causa di danni alla salute umana [EUCO 2007, EEA 2009]: nonostante gli sforzi, nelle città europee non si sono registrati miglioramenti per quanto riguarda il particolato e gli NOx, specialmente nelle aree urbane.
Ci si può aspettare che le emissioni urbane possano essere ridotte significativamente, dato che le forniture energetiche sono per o più generate fuori dalle aree urbane dove gli inquinanti sono concentrati [BRAD 2009, EABEV 2009, PBL 2009].
L’impiego di veicoli elettrici permetterebbe di delocalizzare le emissioni urbane provocando uno spostamento delle emissioni verso zone meno abitate e quindi causando solamente un quarto dei danni che vengono registrati attualmente e riducendo i tassi di esposizione agli inquinanti[7].
La delocalizzazione comporterà quindi
maggiori benefici che la sola riduzione in area urbana
e, se si accompagnerà (come previsto
dalle norme UE) all’introduzione di norme più stringenti per gli
impianti si potranno registrare ulteriori miglioramenti.
Possibili spunti di discussione:
il quantitativo degli inquinanti totali per chilometro è
principalmente determinato dalle fonti energetiche impiegate
e dai veicoli tradizionali che vengono sostituiti. Ulteriori
ricerche saranno utili per valutare l’impatto sulla qualità
dell’aria nel contesto di una riduzione delle emissioni che sarà
imputabile all’introduzione di nuovi standard emissivi (EURO 5,6).
L’efficacia dei miglioramenti dovrà in ogni caso fare i conti con le
condizioni reali di guida nelle città.
RUMORE
I veicoli elettrici presentano alcuni vantaggi dal punto di vista degli impatti in termini di rumore, essendo sicuramente più silenziosi dei veicoli a diesel e a benzina.
In particolare, un test del dipartimento dei trasporti inglese “An examination of veicle noise test procedures” misura i livelli di rumore prodotti da un furgoncino diesel e da un equivalente elettrico. Nel primo caso le misure effettuate durante due test sono pari a 75,6 e 71,4 dB (A), mentre nel secondo sono pari a 68,8 e 68,2 db(A).Possibili spunti di discussione:
Un possibile problema di cui
bisognerà tenere conto sarà la necessità per i pedoni e altri utenti
della strada di abituarsi a veicoli maggiormente silenziosi al fine
di evitare possibili incidenti.
BENEFICI SULLA SALUTE UMANA
La mobilità tradizionale, al contrario
della mobilità elettrica, presenta delle ricadute in termini di
impatto sulla salute umana sia a causa degli inquinanti atmosferici
immessi nell’aria sia a causa degli elevati livelli di rumore.
Si stima che l’esposizione al particolato,
specialmente al PM2,5 abbia ridotto l’aspettativa di vita
di circa 9 mesi nell’ EU nel 2000 [EUCO 2007].
Per quanto riguarda la prima problematica, da uno
studio a campione, svolto in collaborazione con 8 presidi
ospedalieri di Milano, si è constatato che i ricoveri per malattie,
collegati alla mobilità, sono di circa 55.000 pazienti all’anno e
l’aumento di 10 ppm di polveri sottili, causa un aumento di circa il
3% di ricoveri.
Per quanto riguarda il rumore, circa il
20% della popolazione dell’Unione Europea soffre a causa dei livelli
di rumore che scienziati ed esperti considerano non accettabile
[EUCO 2007].
Le analisi dimostrano come il traffico proveniente dalla strada sia la più importante fonte di rumore.
[1]
“European Topic Centre on air and climate change” è un
consorzio di istituti europei sotto la giurisdizione
dell’Agenzia Europea dell’Ambiente
[2]
Il dato è calcolato assumendo un’intensità carbonica del
settore elettrico europeo pari a
[3]
Modello 1:
considera un fattore emissivo pari a 540 g/kWh.
[4]
Modello 2:
considera un fattore emissivo pari a 430 g/kWh. Si ricorda
che il dato italiano di intensità energetica è pari a
[5]
Fonte: Environmental impacts and impact on the electricity
market of a large scale introduction of electric car in
[6]
A questo
proposito si cita il caso di Porto Tolle che ha sviluppato
un progetto di impianto a zero emissioni ed utilizza
tecnologie di stoccaggio della CO2:
http://www.zeportotolle.com/
[7]
Fonte:
Environmental impacts and impact on the electricity market
of a large scale introduction of electric car in